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Divieto di transito ai cavalli sulle piste ciclabili
un problema di cui abbiamo parlato molte volte. Purtroppo non si riesce ad avere una legislazione comune in tutti i paesi. Lo sfogo del nostro lettore, Denis Tiboni.

Abito a Vobarno in provincia di Brescia e da oltre venti anni trascorro il tempo libero domenicale in compagnia del mio cavallo, che per me rappresenta l’appagamento a tante rinunzie e sacrifici per riuscire a mantenerlo ed accudirlo in proprio.

Per gli spostamenti sul territorio, ho sempre utilizzato vecchi sentieri abbandonati e strade di campagna, che negli ultimi anni sono stati quasi totalmente asfaltati e trasformati in piste ciclabili, niente da eccepire essendo anche il sottoscritto amante della bicicletta, se non che su queste piste ultimamente stanno comparendo a raffica i divieti di transito ai cavalli.

Ciò, di conseguenza costringe noi cavalieri a trasferirci sulle strade statali, dove scesi da cavallo dobbiamo tenere l’animale alla corda fino a raggiungere il primo accesso al bosco disponibile.
La cosa di per se sembrerebbe normalissima, ma per chi se ne intende di cavalli sa come sia difficile governare un animale in mezzo alle autovetture che incuranti del pericolo lo sfiorano anche a 100 all’ora magari aggiungendovi qualche colpo di clacson, non pensando minimamente che la persona che lo tiene non può guidarlo come fosse una macchina, in quanto è un essere vivente che può avere della reazioni impreviste dovute alla paura.

Tengo a precisare che il sottoscritto, è sempre stato molto rispettoso sia dell’ambiente che delle altre persone e a tal fine è sempre stato munito di apposita paletta e contenitore per poter raccogliere eventuali bisogni del cavallo.

Sottolineo, non è che io provi invidia o disprezzo nei confronti dei ciclisti che utilizzano le piste, ma sarei contento che uno sport non ne precluda un altro, altrimenti che senso ha che province e regioni investano risorse ed energie per riuscire ad aprire mega ippovie, quando ci vengono tolti anche i pochi sentieri rimasti che permettono di uscire dagli ormai cementificatissimi paesi?

Ora, convengo che non tutti i “cavalieri” siano educati e purtroppo alcune volte io stesso provo rabbia quando vedo che il loro passaggio ha lasciato delle inequivocabili tracce, pertanto la soluzione a mio avviso, potrebbe essere quella di lasciarci ove possibile uno spazio di sterrato che costeggi la pista largo circa 60 centimetri e porre il cartello di raccogliere obbligatoriamente le deiezioni dei cavalli come si fa per i cani, inasprendo controlli e sanzioni per chi non ne rispetti l’obbligo, altrimenti non ci resta che sperare che i cavalli imparino a volare.


Distinti Saluti
DENIS TIBONI



Vuoi dire la tua sul problema del divieto di transito ai cavalli sulle piste ciclabili? Scrivi una mail a: info@ilportaledelcavallo.it, verrà pubblicata sul sito.

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Siamo Matteo e Jessica di Brogliano in provincia di Vicenza. Scriviamo anche noi per "protestare" riguardo al divieto di transito ai cavalli sulle piste ciclabili.
Abbiamo 33 anni ed è da quando abbiamo ricordi di bambini che vedevamo transitare i cavalli lungo gli argini dei fiumi delle nostre zone,tutte le persone anziane che conosciamo hanno memoria di spostamenti tra un paese e l'altro,a cavallo,tramite argini e sentieri.
Normalmente si dovrebbe parlare di "Patrimonio storico/culturale"di questi percorsi,che hanno contribuito a formare la storia dei nostri centri rurali,e invece no,da qualche anno lungo i sentieri sono cominciati a comparire "sbarramenti" per precludere il traffico ai cavalieri (anche su mulattiere e percorsi di guerra ormai abbandonati),e gli argini sono diventati piste ciclabili a doppio senso con la preclusione ai cavalli e cavalieri che li avevano percorsi per centinaia di anni e che tutt'ora li percorrevano!!!
Non c'è problema nel fornire i cittadini di piste ciclabili,ma è giusto spazzare via i diritti di chi questi passaggi li aveva percorsi da tempo immisurabile??...e poi nei programmi televisivi si parla di recupero dei territori e delle tradizioni.....
Matteo e Jessica

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Io abolirei le bici, e lascerei lo spazio ai cavalli.
A.M. Roma

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ASVANARA
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