I medici veterinari comportamentalisti della SISCA (Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate) si dicono pronti a svolgere il ruolo centrale di formatori esperti, affidato loro dal decreto sulla formazione dei proprietari di cani appena emanato dal Ministero della Salute.
“Questo decreto - afferma Raimondo Colangeli, Presidente SISCA - è un ulteriore passo verso il consolidamento giuridico del concetto di possesso responsabile del cane, una responsabilità doppia: verso l’animale e verso la società degli uomini. L’educazione in forma di prevenzione è resa facoltativa, ma l’indirizzo culturale suggerito dal Legislatore va seguito con il massimo scrupolo e la massima osservanza. Inoltre - continua Colangeli - le linee guida ministeriali per la formazione dei proprietari riconoscono ufficialmente il profilo professionale del medico veterinario comportamentalista, un “esperto” in una disciplina specialistica da molti anni oggetto di studi e ricerche nella comunità scientifica veterinaria internazionale, che può offrire un contributo indispensabile ai proprietari, ai Comuni e alle ASL”.
“L’importanza dei percorsi formativi è duplice”- spiega il Presidente SISCA, “in primo luogo si interviene sulla prevenzione attraverso l’educazione non solo del proprietario ma anche di chi intende diventarlo. In secondo luogo - conclude Colangeli - si prevede un percorso formativo obbligatorio, di recupero del cane e del trinomio cane-proprietario-società, ed è qui che entrano maggiormente in gioco le delicate competenze specialistiche del medico veterinario comportamentalista, con diagnosi e percorsi di intervento terapeutico mirati”.
Il Decreto sui percorsi formativi riconosce come “esperti” in medicina veterinaria comportamentale i veterinari che sono in possesso dei requisiti di formazione specialistica individuati dalla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani.
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