Equigomma

La crisi dell'Ippica mette a rischio la sicurezza degli animali contro il doping

Enpa e LAV all'Assi: non si può risparmiare sui controlli veterinari per il benessere dei cavalli

Il benessere degli animali viene prima di tutto ed è per questo che i controlli veterinari non possono e non devono essere sacrificati per ragioni meramente economiche: Enpa e LAV si rivolgono all'unisono all'Assi, l'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ex- Unire), e chiedono al Commissario straordinario Claudio Varrone di vigilare affinché i regolamenti anti-doping e la salute dei cavalli negli ippodromi italiani siano costantemente assicurati.

A causa della profonda crisi che ha colpito l'ippica, che nel 2012 otterrà il 40% di stanziamenti in meno da parte dello Stato, il rischio concreto è che si risparmi proprio nel campo dei controlli veterinari sui cavalli adibiti all'agonismoscrivono le associazioniNegli ippodromi per di più la figura del veterinario è stata gravata da moltissime incombenze, mentre è prioritario che possa dedicarsi all'opera di controllo e prevenzione, vigilando anche sulle condotte dei proprietari di cavalli  nelle fasi di custodia e allenamento”.

Enpa e LAV assicurano che continueranno a monitorare con attenzione la realtà delle corse di cavalli, e non esiteranno a promuovere la tutela degli animali con ogni mezzo, anche in sede giudiziaria.

Le scommesse ippiche rappresentano appena l’1,7 del totale, con un calo del 25% solo nell’ultimo anno: in caduta libera, il settore dell'ippica riceverà comunque per il 2012 una cifra pari a 235 milioni di euro, ed è inammissibile che si decida di poter rinunciare ai controlli sul doping, fenomeno peraltro ancora molto diffuso negli ambiti delle corse.


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