Volkswagen Tuareg

Alessandra Deenrick: i sensi nella relazione con il cavallo

Il rapporto tra uomo e cavallo è una realtà che ci accompagna da migliaia di anni.

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La storia dell'umanità è stata fatta con l'aiuto dei cavalli che, ora che non sono più una necessità, rimangono vicino a noi come uno dei piaceri della vita.

 

Proprio per questa ragione è importante fare in modo che anche il cavallo tragga benessere dalla relazione con l’uomo.

 

La maggior parte dell'interazione tra uomo e cavallo avviene in circostanze che hanno un significato immediato per l'uomo, mentre il cavallo è condizionato a rispondere a uno stimolo e spesso non capisce spontaneamente, o gradisce l’azione.

 

Nell'approccio umano al comportamento equino, due delle tendenze più comuni sono punirlo se commette un errore e premiarlo se risponde correttamente.

 

I due approcci sono fondamentalmente diversi e in conflitto e rendono molto discutibile la qualità della relazione uomo-cavallo.

 

Il fatto che tradizionalmente l'interazione tra uomo e cavallo avvenga condizionando i cavalli a rispondere a determinati stimoli pone rigidi confini all'equitazione.

 

In una situazione naturale i rapporti tra cavalli sono di tipo sociale e la gerarchia del branco si basa su esigenze naturali, "diritti di pascolo" e territorio, mentre tra uomo e cavallo, in equitazione, molti stanno ancora cercando di raggiungere la leadership con le convenzioni e la forza.

 

Avete mai pensato di essere in grado di comunicare con un cavallo spontaneamente attraverso un dialogo dinamico gestibile istantaneamente come una relazione sociale?

 

Human Horse Sensing Horsemanship è un modo per farlo! In Giugno saremo in Italia e faremo due corsi. Nei giorni 14, 15 e 16 giugno saremo all’Azienda Agricola Nidodelfalcone (contatto Bruno Dorigo 335 6063633), a Monteleone d’Orvieto nella splendida cornice dei colli toscani.

 

L’azienda offre anche alloggio, con ristorazione e piscina, fino ad esaurimento della disponibilità. Il 21, 22 e 23 Giugno saremo ospiti del Centro Etologico Friulano (contatto Cristina de Marco 328 544 9093), e terremo lo stesso programma. Il corso copre

 

il comportamento equino, come espressione completa dell’individuo e come dare una struttura alla relazione tra uomo e cavallo.

 

La socialità, gli elementi fisici della comunicazione, la leadership tra uomo e cavallo sono affrontate e sviluppate in dettaglio, a fianco a come i cavalli usano i sensi e come li usiamo noi, esseri umani nella comunicazione con il cavallo con e senza i finimenti.

 

Solo parte di questo corso avviene in sessione, il resto della storia appartiene a voi e al vostro cavallo.

 

Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare all’interno del tradizionale panorama equestre.

 

Qualsiasi obiettivo desiderato, può essere raggiunto attraverso la relazione con il cavallo che sceglie liberamente di farne parte.

 

Questo corso è per proprietari, cavalieri, allevatori, professionisti, dilettanti, e chiunque sia interessato a imparare come il cavallo vive, pensa, impara, comunica e gioca dal suo punto di vista.

 

Il risultato della relazione è il prodotto delle possibilità che creiamo e in cui riusciamo a coinvolgere il cavallo senza forza.

 

Guardando a questa relazione in modo scientifico, i sensi sono la finestra aperta di ogni individuo sull'ambiente.

 

Diversi stimoli raggiungono gli individui attraverso specifici recettori situati negli organi di senso. La testa del cavallo, così come quella umana, è il sito anatomico di tutti i sensi, il resto del corpo è in grado di percepire attraverso il senso del tatto.

 

Sulla base di ciò che viene percepito, dell’esperienza e con il filtro della personalità, ognuno esibisce il proprio comportamento, esprimendo pensieri e relazionandosi con gli altri, che percepiranno e risponderanno allo stesso modo.

 

Alcune informazioni, ad esempio gli stimoli che causano un comportamento istintivo, sono più immediate nel suscitare risposte mentre altri stimoli utilizzano percorsi neuronali più complessi.

 

Una relazione tra individui va oltre le circostanze di ogni singola azione che facciamo quando “lavoriamo” con i cavalli, e si trasferisce da una situazione all'altra anche tra cose molto diverse.

 

La comunicazione tra uomo e cavallo è il sostegno di ogni situazione equestre, salto, dressage, caccia alla volpe o qualsiasi altra cosa che facciamo con i cavalli.

 

Human Horse Sensing ha codificato un sistema di comunicazione corretta ed efficiente che permette di gestire la relazione nelle interazioni tra esseri umani e cavalli, sia a terra sia in sella.

L'interazione tra uomo ed equino è sempre attraverso il comportamento, ma in Human Horse Sensing avviene con profonda attenzione ai dettagli della comunicazione, riguardo a parametri definiti, ottenendo un'interazione spontanea, efficace dal primo momento e che non richiede un preesistente addestramento.

 

 

Nessun cavallo firma un contratto di lavoro con l’uomo, il suo atteggiamento può cambiare con le circostanze e il rapporto tra noi deve essere gestito in modo dinamico, adeguato al momento e sempre efficace, ma soprattutto con un significato immediato uguale sia per l’uomo sia per il cavallo.

 

 

Gli esseri umani comunicano in dettaglio attraverso il linguaggio mentre i cavalli usano il movimento, che costituisce la base del sistema di comunicazione Human Horse Sensing. Ciò che si stabilisce è un dialogo attraverso il movimento, in cui gestiamo lo spazio e il tempo riguardo a concetti istintivi di natura sociale, che in questi termini sono comuni per uomo e cavallo.

 

 

Un punto molto importante per Human Horse Sensing è creare sempre l'interesse volontario del cavallo nell'interazione con l’uomo, elemento solitamente ignorato o addirittura contrario alla situazione che altri metodi mirano a creare, dove per il cavallo spesso la motivazione è evitare una condizione di disagio, appropriatamente preparata dall'essere umano.

 

La comunicazione spontanea tra uomo e cavallo, che è stata tradizionalmente poco esplorata, o addirittura considerata inutile, può effettivamente essere vitale quando si vuole che il cavallo abbia un interesse volontario per l’azione.

 

Un altro vantaggio della possibilità di comunicare in modo spontaneo e immediato è che ci permette di intervenire quando ci troviamo in situazioni non coperte dall'addestramento e quindi inaspettate, difficili o pericolose. Questi sono spesso i momenti in cui l’uomo pensa che il cavallo stia comportandosi male, o disobbedendo e ricorre alla punizione, inserendo paura e dolore nell'interazione tra uomo e cavallo.

 

In Human Horse Sensing invece che punire si ripresenta la richiesta al cavallo, dopo averla adeguatamente ristrutturata.

 

Le ragioni di questa scelta sono dettate dalla conoscenza di ciò che la punizione, la paura e il dolore producono nel processo di apprendimento, in cui i loro effetti possono sconfinare nel territorio della cosiddetta sopravvivenza, dove le azioni possono diventare incoscienti, a volte ingestibili e pericolose.

 

Human Horse Sensing Horsemanship è il soggetto di un libro di Alessandra Deerinck, in cui questo nuovo modo di stare con i cavalli è descritto, dalle basi del comportamento, del processo di apprendimento, del lavoro con i cavalli liberi di muoversi, agli elementi della comunicazione e della relazione sociale tra uomo e cavallo.

 

Proprio come noi esseri umani, i cavalli hanno i loro cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.

 

Normalmente, anche nelle interazioni con altre specie domestiche, gli esseri umani scelgono di usare il linguaggio, il più immediato veicolo d’informazione per noi mentre per rispondere gli animali devono imparare il significato dei nostri segnali verbali con il condizionamento.

 

Sapere come avvicinarsi a un cavallo, stare in contesti sociali familiari per i cavalli (come presenza reciproca, posizione, movimento e bisogni primari) può davvero aiutarci a comunicare spontaneamente con loro.

 

Lavorare con i cavalli liberi di esprimersi attraverso il movimento consente, richiede e insegna come modulare la comunicazione attraverso i sensi.

Ci sono alcune importanti differenze, tra il modo in cui gli esseri umani e i cavalli usano i sensi.

 

In questa occasione, non copriremo l'argomento in modo esaustivo come facciamo nei nostri corsi, ma citeremo alcuni suggerimenti utili su come meglio trasmettere le nostre informazioni ai cavalli in modo spontaneo e diretto.

 

VISTA

Il cavallo ha un campo visivo più ampio, a causa della posizione degli occhi e ha la capacità di impiegare in modo efficiente una modalità monoculare e una modalità binoculare.

 

I cavalli useranno principalmente il linguaggio del corpo e il senso della vista, per comunicare in modo dettagliato con altri individui, mentre l'uomo usa il suono e il senso dell'udito, per ottenere informazioni dettagliate.

 

Il senso della vista è fondamentale, quando si lavora a terra con un cavallo libero di muoversi. Se un cavallo guarda qualcosa, sta anche prestandogli attenzione.

 

 

UDITO

 

I suoni che i cavalli possono articolare sono molto semplici, ma sicuramente ne controllano l'intensità e il ritmo.

 

Quando si lavora con i cavalli, l'intensità e il ritmo di un suono contano più del significato delle parole che usiamo, perché il cavallo capisce immediatamente l'intensità e il ritmo dei suoni che produciamo.

 

L'orecchio equino può catturare passivamente suoni e ha un'abilità di movimento molto pronunciata, che aiuta i cavalli a localizzare la fonte del suono.

 

Oltre a ciò, la posizione delle orecchie del cavallo può il suo esprimere lo stato mentale, dando loro la possibilità di esprimere la loro personalità e il loro umore in una determinata situazione.

 

Quando si comunica con un cavallo, che è in grado di esprimersi liberamente perché non legato a una corda, è essenziale prestare attenzione in dettaglio all'aspetto delle orecchie.

 

 

TATTO

 

Quando si monta a cavallo, il senso del tatto diventa il principale canale di comunicazione, perché il cavallo non può vederci a causa della nostra posizione.

 

In altre situazioni, i cavalli usano il tatto per esplorare cose che sembrano abbastanza sicure da potersi avvicinare. I cavalli timidi allungano il collo per toccare qualcosa con la punta del loro naso.

 

Questa parte della testa del cavallo è molto capace di raccogliere informazioni dettagliate e aiuta anche nella selezione del cibo.

 

Attraverso il tatto, un cavallo percepisce, in modo molto dettagliato, cose che sono leggere come il peso di una mosca sulla loro pelle.

 

Quando ci affidiamo al tatto per comunicare con i cavalli, dobbiamo trasmettere molto attentamente i nostri segnali, perché il cavallo può essere così consapevole.

 

 

OLFATTO E GUSTO

 

I cavalli usano sempre l'olfatto e il gusto quando sono lontani o vicini alla fonte dell'informazione, ma la maggior parte delle volte gli esseri umani non tengono a mente le informazioni che possono trasmettere a un cavallo attraverso olfatto e gusto.

 

Riteniamo che questi ultimi due sensi richiedano più considerazione di ciò che normalmente avviene.

 

Nei nostri corsi copriamo il tema dell'olfatto e del gusto e l'uso del cibo in equitazione, evidenziando la sua efficacia come strumento di comunicazione.

 

 

 

 

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redazione


Fonte: Human Horse Sensing
Alessandra Deenrick

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