Nord Piave

Laos: Il Governo si impegna a chiudere le "fattorie delle tigri"

II felini sono utilizzati per la medicina cinese

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I Laos si è impegnato a mettere al bando le “tiger farms”, ovvero quelle strutture, gestite in modo abominevole, dove questi rarissimi felini a rischio estinzione (le tigri selvatiche sarebbero appena 3.900), vengono allevati e poi uccisi per diventare - in forma di ossa, cistifellea, organi vari - ingredienti per la preparazione di farmaci nella medicina tradizionale cinese.


Una buona notizia, anzi ottima, perché il Laos è considerato da sempre un centro fondamentale per lo smistamento dei “brandelli felini”, punto nevralgico per i trafficanti che si muovono tra Cina, Tailandia e Vietnam. La Wildlife Conservation Society è impegnata da tempo in questa battaglia e ha chiesto a tutte le Nazioni asiatiche coinvolte di fermare il traffico di ingredienti di tigre.


In Sud Africa è cominciata una convention che si occuperà di questo scandaloso commercio. Susan Liebermann, che presiede la delegazione internazionale di Cites presente a Jophannesburg, è soddisfatta: “Questo impegno dà il buon esempio alle altre e speriamo che finisca una buona volta il commercio di pezzi di tigre e di orso”.


In Laos altri due animali sono considerati a rischio: il pangolino e l’armadillo. Un medico cinese, a Pechino, fa sapere che sì, da millenni, la medicina cinese usa questi ingredienti, ma che si può benissimo smettere di utilizzare i pezzi degli animali a rischio di estinzione.

Redazione
Fonte: Nelcuore.org

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