Guidolin Equibar

Ogni gatto è un'isola: dall'autrice di Paco, il Re della strada e I cani non hanno colpe, domande e risposte per conoscere e capire il più misterioso degli animali domestici

Il libro di Diana Lanciotti è una raccolta di "casi felini risolti", il ricavato delle vendite è devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia

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Dopo il grande successo de “L’esperta dei cani” e “I cani non hanno colpe”, esce il diciottesimo libro di Diana Lanciotti. Una raccolta di “casi felini risolti” affrontati in dieci anni, da quando cioè Diana si occupa della rubrica “Parliamone insieme” sulla rivista “Amici di Paco”. Insieme a esperti del settore (educatori, veterinari, allevatori) unendo alla “tecnica” la sua profonda sensibilità, Diana guida tanti proprietari in balia delle onde verso un approdo sicuro, al fianco dei loro gatti. Ricordando loro che “ogni gatto è un’isola” e che per capirli e farsi capire, ben più di qualunque teoria, servono amore, sensibilità e intuito. Oltre a, naturalmente, una buona dose di pazienza...
Il ricavato (compresi i diritti d’autore) è devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia.

 

“Si sa quanto i gatti siano abitudinari, metodici, attaccati alle cose che possiedono. Che non significa, come molti fraintendono, che si attacchino più alla casa che ai propri familiari umani: semplicemente, tra le “cose che possiedono”, ci mettono anche i propri umani.”

 

Dopo il grande successo de I cani non hanno colpe, Diana Lanciotti si cimenta con una materia molto più... sfuggente. Sfuggente e non catalogabile, non standardizzabile, come è il gatto. L’unico animale che, vivendoci accanto da migliaia di anni, è riuscito ad addomesticarci.
Ma, pur rispettandone la natura tipicamente indipendente, è possibile educare un gatto? È possibile capire perché assume dei comportamenti con i quali a volte sembra sfidare noi e la nostra pazienza? È possibile capire che cosa pensa e che cosa si aspetta da noi?
A queste e a numerose altre domande l’autrice risponde con chiarezza, semplicità e buon senso, attingendo alla sua profonda passione per gli animali e all’innata sensibilità nei loro riguardi.
Dal 2008 Diana cura la rubrica “Parliamone insieme” sulla rivista Amici di Paco, con la quale, coadiuvata da un team di esperti, aiuta i proprietari di cani e di gatti a risolvere problemi di convivenza e comprensione.
Con questo libro ha voluto raccogliere proprio i più significativi “casi felini risolti” in tutti questi anni, dimostrando che “non esistono regole e soluzioni prestabilite. Soprattutto quando si tratta di gatti, la sensibilità e l’intuito devono guidarci ad affrontare i piccoli e grandi problemi. Ci vuole tanta applicazione, tanta pazienza, ma alla fine saremo ricompensati dall’essere riusciti a instaurare un rapporto di amicizia con uno degli animali più misteriosi della terra”.
Un libro prezioso, ricco di consigli pratici per affrontare con serenità i piccoli grandi problemi di convivenza, dando loro la giusta dimensione. Da leggere e consultare ogni volta che, davanti a un comportamento del nostro gatto che non riusciamo a decifrare, sentiamo il bisogno di rivolgerci a una persona amica, che parla col cuore e con quel grande amore che la lega da sempre agli animali.
Ogni gatto è un mondo a sé stante... e questo libro è il passaporto per entrarci!

 

 

OGNI GATTO È UN’ISOLA
Diana Lanciotti

Paco Editore
128 pagine con fotografie in bianco e nero

Prezzo 16 euro

Il libro è pubblicato da Paco Editore, la casa editrice nata per sostenere le iniziative benefiche del Fondo Amici di Paco. Il ricavato (compresi i diritti d’autore) è infatti devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia. Acquistarlo è perciò un gesto di grande solidarietà.
Può essere acquistato in libreria o direttamente dall’editore: sul sito www.amicidipaco.it
o telefonando allo 030 9900732. Comprandolo direttamente dall’editore il ricavato per la beneficenza è maggiore.
Per informazioni: tel. 030 9900732, fax 030 5109170 - paco@amicidipaco.it - www.amicidipaco.it

 

Il Fondo Amici di Paco, fondato nel 1997 da Diana Lanciotti con il marito Gianni Errico in seguito all'adozione di Paco al canile, ha portato all’attenzione di istituzioni, media e cittadini le problematiche dei cani e dei gatti abbandonati rendendo noto il fenomeno del randagismo, un tempo ignorato.
Grazie a numerose campagne di sensibilizzazione (come quella di Natale: "Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale", o quella estiva: "Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai”, o quella di Pasqua “Buona Pasqua anche a loro”, tutte realizzate gratuitamente dall'agenzia Errico & Lanciotti), ha saputo aprire la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli. Tanto che occuparsi di animali abbandonati è oggi diventato un impegno diffuso e riconosciuto da tanti.
In nome e nel ricordo di Paco, scomparso nel 2006, il Fondo Amici di Paco prosegue le sue attività sia nella direzione della sensibilizzazione che degli aiuti concreti ai rifugi che accolgono i cani e i gatti abbandonati. Non avendo spese di gestione (di cui si fanno carico i due fondatori), l'associazione può devolvere l'intero ricavato delle somme raccolte grazie alla generosità dei suoi sostenitori che da tutta Italia appoggiano le iniziative a favore degli animali più bisognosi.

 

L'AUTRICE
Diana Lanciotti, pubblicitaria, giornalista e fondatrice del Fondo Amici di Paco, è nota per i suoi libri sugli animali. Per chi ama i gatti: C’è sempre un gatto-Dodici (g)atti unici con finale a sorpresa e La gatta che venne dal bosco, storia piena di ironia, emozione e magia. Gli amanti dei cani la conoscono per la quadrilogia di Paco: Paco, il Re della strada, Paco. Diario di un cane felice, In viaggio con Paco e Paco, il simpatico ragazzo, bestseller che hanno per protagonista Paco, il trovatello testimonial del Fondo Amici di Paco. Grazie ai libri fotografici I miei
musi ispiratori
e Occhi sbarrati, si è fatta apprezzare anche come fotografa. In Mamma storna ha narrato la storia vera di un piccolo storno caduto dal nido. Boris, professione angelo custode è stato definito “la più toccante testimonianza d’amore per i cani”. Unendo i temi a lei cari, amore, mare, animali, ha scritto Black Swan-Cuori nella tempesta, White Shark-Il senso del mare, Red Devil-Rotte di collisione e Silver Moon-Lo stregone del mare, romanzi d’amore e di mare con i quali ha inaugurato il filone del “romanticismo d’azione”. Con La vendetta dei broccoli, “giallo vegetariano” di grande successo, ha aperto un importante dibattito sulle scelte alimentari. L’esperta dei cani, I cani non hanno colpe e Ogni gatto è un’isola sono dedicati al tema della comprensione dei nostri animali, argomento al quale si dedica dal 2008 nella rubrica “Parliamone insieme” sulla rivista Amici di Paco.
Titolare dell’agenzia Errico & Lanciotti, che firma gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco, è direttore responsabile della rivista Amici di Paco e direttore editoriale di Paco Editore. Vive in Sardegna e sul lago di Garda con il marito, tre gatti e due cani. Il suo sito è www.dianalanciotti.it.

 

OGNI GATTO È UN’ISOLA
Un viaggio appassionante e divertente alla scoperta del più misterioso degli animali domestici

 

Intervista a Diana Lanciotti, autrice di storie di animali di grande successo, all’uscita del suo diciottesimo libro

 

Trovare uno scrittore che scriva di cani e anche di gatti non è facile. Di solito, come gli estimatori delle due diverse famiglie animali, tendono a contrapporsi, a non... mescolarsi. In ogni caso, mentre può succedere di trovare persone che amano sia i cani che i gatti, è molto difficile che nella produzione letteraria di uno scrittore si trovino opere dedicate sia ai... bau che ai miao, come li chiama la mia nipotina.§
Ma Diana Lanciotti, che non a caso ho definito “autrice unica nel panorama letterario italiano per l’originalità e l’eterogeneità delle sue opere”, spezza il mito dello scrittore solo cinofilo o solo gattofilo. Lei ne è innamorata indistintamente.
Sapete già, perché non ne ho mai fatto mistero, che sono una fan sfegatata di Diana, e più passa il tempo più mi trovo in buona e abbondante compagnia, come dimostrano le migliaia di libri venduti nella sua più che ventennale carriera di scrittrice e ben 17 titoli pubblicati, in prevalenza storie che sono diventate dei veri e propri cult. Libri appassionati e appassionanti, che hanno prodotto un cambiamento profondo nel modo di intendere il nostro rapporto con gli animali e con la natura che ci circonda.
Nota come scrittrice ma anche come fondatrice del Fondo Amici di Paco, l’associazione che da oltre vent’anni si impegna a favore degli animali, e a cui devolve il ricavato dei suoi libri, Diana continua a sorprenderci affrontando, con eclettismo raro in campo letterario, temi ogni volta diversi: dopo una serie di libri dedicati agli animali, tra cui la famosa trilogia di Paco, si è proposta (con un successo strepitoso) come romanziera, con quattro romanzi d’amore e avventura che l’hanno fatta conoscere anche a chi non segue la letteratura “animalista”; quindi come fotografa (con tre libri fotografici dedicati ai suoi “musi ispiratori”), quindi come giallista con La vendetta dei broccoli, “giallo vegetariano” apprezzatissimo anche dai non veg); con L’esperta dei cani, scritto in collaborazione con Demis Benedetti, e I cani non hanno colpe ha voluto dissipare la nebbia che avvolge il mondo dell’educazione cinofila.
Sorprendendoci per l’ennesima volta, Diana ha voluto cimentarsi con un libro che, riprende i temi de L’esperta dei cani e I cani non hanno colpe ma... in versione gattofila. Anche se, come lei stessa dice, è molto difficile “educare” un gatto. Però si può fare molto per capirlo e, evitando i più grossolani errori, creare un rapporto migliore. Ne parliamo con la stessa Diana, per cercare di capire in che cosa possiamo migliorare l’intesa con i nostri amati gatti.

 

 

Diana, siamo a quota 18. Sono lontani i tempi in cui ti schernivi quando ti chiamavano scrittrice.
In effetti suonerebbe strano se rifiutassi questa definizione. Piano piano, quasi senza accorgermi, ho finito per fare quello per cui ero evidentemente predestinata e che tutti mi hanno sempre indicato come il mio sbocco naturale.

 

A proposito di persone che ti hanno sostenuta, vorrei, e credo non ti dispiaccia, fare un cenno alla tua mamma, che se n’è andata un mese fa. Lei è sempre stata una tua strenua estimatrice. Entusiasta e orgogliosa dei tuoi successi.
Sì, infatti questo nuovo libro lo dedico a lei. Ed è un grande dispiacere che sia il primo che non può leggere e per il quale... farsi venire gli occhi lucidi.

 

Come stanno venendo a te...
Per forza. Non averla più qua è un grande dolore.

 

Hai scritto delle parole bellissime, sul tuo sito, per ricordarla.
Sì, le ho pubblicate sul mio sito e anche sul nuovo numero di Amici di Paco, perché voglio far sapere a tutti quelli che da anni mi vogliono bene e mi sostengono che buona parte di ciò che sono e di ciò che faccio, anche per aiutare gli animali, è merito della mamma.

 

L’amore per gli animali, perciò, ti deriva da lei.
Sì, da lei e dal papà, ma anche dai nonni e dagli zii. Ho avuto la grande fortuna di vivere in una famiglia in cui tutti amavano gli animali e, facendomi crescere in mezzo a cani e gatti, mi hanno insegnato ad amarli a mia volta, a non averne mai paura, e a rispettarli. A rispettare tutto il Creato, con quello che di buono e meno buono contiene: persino l’essere umano!

 

Ma veniamo al libro. Come sempre il titolo è originale e intrigante.
Sì, il titolo fa il verso al famoso libro di Thomas Merton Nessun uomo è un’isola, che a sua volta si ispira a un passo di John Donne, secondo il quale ogni essere umano non è solo, ma esiste e ha senso in quanto parte di tutta l’umanità.

 

Verrebbe da chiedere... e che c’azzecca coi gatti? Anche se io, avendo letto il libro in anteprima, so che c’azzecca...
In effetti ha un senso, ma in senso contrario. I gatti, al contrario di noi umani e dei cani, non sono esseri così sociali e socievoli e possono cavarsela molto bene da soli. Il senso di cooperazione è molto meno sviluppato, in loro. Alcuni sono dei veri e propri solitari, e accettano la compagnia dei propri simili solo se vi sono abituati sin da piccoli, oppure se hanno sufficienti risorse (cibo, acqua, rifugio) da condividere. Sennò se ne stanno da soli. E poi... sono anche molto più contemplativi rispetto a un cane. Raramente si vede un cane in posa ieratica a contemplare il mondo dall’alto della propria... superiorità. Il gatto lo fa, regolarmente. E quasi sempre in perfetto e sublime isolamento.

 

Isole, però, anche in quanto diversi, diversissimi, tra di loro.
Infatti... vedo che hai letto con attenzione (ride, n.d.r.) Scherzi a parte, in effetti la felinità, più che un denominatore comune, è un fattore altamente differenziante. Al contrario della caninità, che alla fine accomuna tutti i cani, rendendone più facilmente interpretabili i comportamenti e prevedibili le reazioni.

 

Ma un gatto si può educare?
Direi che è una missione quasi impossibile. Almeno se intendiamo per educazione quell’insieme di regole comportamentali che impartiamo ai cani, o ai figli. Per tanto che ci illudiamo di averlo addomesticato, il gatto mal si presta a quella che noi intendiamo (caninamente e umanamente ragionando) per obbedienza. Il fatto è che, mentre quando si parla di problematiche canine si tende a essere seri (e preoccupati... a volte addirittura disperati), quando a crearci dei problemi sono i gatti, be’... si tende a essere più indulgenti, se non addirittura rassegnati. O a sorriderci su. Siamo sempre più condiscendenti, nei loro riguardi. In certi casi conniventi, in altri complici, in altri rassegnati. Spesso, vere e proprie vittime.

 

Mi ha colpito questa tua frase: «Si sa quanto i gatti siano abitudinari, metodici, attaccati alle cose che possiedono. Che non significa, come molti fraintendono, che si attacchino più alla casa che ai propri familiari umani: semplicemente, tra le “cose che possiedono”, ci mettono anche i propri umani». Vuoi sfatare il mito che il gatto si attacchi alle cose e non alle persone?
Sì, infatti. Forse perché per loro siamo a nostra volta “cose” da possedere... Tornando seri, dobbiamo ricordare che, come del resto i cani, i gatti contano molto sulla disponibilità delle risorse che garantiscano la loro sopravvivenza. Tra queste ci siamo noi, che a nostra volta garantiamo altre risorse, come cibo, acqua eccetera. D’altro canto è vero che il gatto è molto più abile di un cane a procacciarsi da solo queste risorse, diventando un po’ meno umanodipendente rispetto al suo collega cane. Motivo per cui a volte vuol farci credere di poter fare addirittura senza di noi... ma poi subentrano, alla faccia di chi dice che gli animali sono mossi solo da pulsioni e opportunismi, dinamiche come l’affetto e la tenerezza.

 

Il gatto è un inguaribile disobbediente?
Il gatto non obbedisce: aderisce benevolmente alle nostre aspettative, si degna di compiacerci, ci concede i suoi favori. Ma per una volta che ci va bene, quante altre volte non va come vorremmo? Ma, così come i cani non hanno colpe quando sbagliano, ancora meno l’hanno i gatti: è la natura che li... dipinge così. E come ogni bel quadro ben riuscito, ogni pennellata di troppo potrebbe rovinarlo.

 

Bell’immagine, quella del quadro. Mi fai venire in mente che difficilmente il gatto viene dipinto senza quell’aria di mistero e signorilità che lo contraddistingue. Ma torniamo al dunque: educarli, quindi, è una causa persa.
Più che altro è inutile. Ciò che possiamo fare è cercare di capirli. Innanzitutto per l’amore che ci lega a loro, e che si meritano, e poi anche per poter prevenire o eradicare comportamenti che, andando in aperto contrasto con le nostre aspettative, rischiano di rovinare la convivenza con loro. Se pensiamo di affrontare un gatto come si affronta un cane, e di ricevere da lui ciò che solitamente ci aspettiamo da un cane, be’... rischiamo davvero delle pesanti delusioni. Non per niente gli estimatori di cani e di gatti si dividono molto spesso in due partiti: chi ama gli uni odia (o comunque non ama) gli altri. Non sempre è così, per fortuna, e ci sono tanti casi di felici convivenze sia con cani che con gatti. È il mio caso, e quello di tantissime altre persone.

 

Attualmente vivi con...
Due cani e tre gatti. E un marito...

 

E la convivenza com’è?
Con il marito? Non male, grazie (ride, n.d.r.) Scusa, so cosa intendevi: cani e gatti sono amici per la pelle e per il pelo.

 

Cani e gatti possono andare d’accordo?
Eccome! In casa mia cani e gatti sono sempre convissuti in perfetta armonia, e però mai mi sognerei di pretendere da un gatto ciò che pretendo da un cane. Il giusto, anzi, sarebbe proprio di non pretendere nulla, da un gatto. E goderne solo i favori, le fusa e gli strusciamenti; quando, ovviamente, sua maestà te li concede. Ti dirò che a volte, contrariamente a quanto si crede, è più facile far andare d’accordo cani e gatti che gatti e gatti. Con i cani non c’è competizione, perciò può esserci amicizia. Purché il cane accetti il ruolo che gli spetta nella scala gerarchica voluta dal gatto: cioè almeno due, se non tre, gradini più in basso...

 

Gatto contro cane: nelle tue preferenze, chi vince?
Entrambi a pari merito, ma per meriti diversi. Diciamo che nell’arco della stessa giornata ci sono momenti in cui mi sento più vicina alla natura del gatto, altre volte a quella del cane. La compagnia del cane è adatta a certi momenti, a certi stati d’animo, quella del gatto ad altri. Però l’amore che provo per loro è talmente forte che non mi sento di fare delle preferenze.

 

Perché, anche dopo tanti millenni, il gatto continua a esercitare questo fascino magnetico su di noi?
Hai usato la parola giusta: magnetico. Emana infatti un magnetismo che forse solo i felini, grandi e piccoli, possiedono. Anche qualche essere umano ne è dotato, e infatti gli si riconosce un “fascino felino”. Credo che l’incessante successo del gatto, soprattutto oggi, in un’epoca in cui siamo immersi in un’omologazione spinta, stia proprio nel suo essere “isola” in mezzo a un mare di... onde piatte una uguale all’altra. A causa di una cultura omologata, a cui contribuisce in buona parte il mondo dei social, non troviamo più intorno e dentro di noi quegli elementi differenzianti che ci rendono unici. Siamo, inconsapevolmente o no, sempre più “massa” indistinta, che conta perché consuma e fa guadagnare i grandi poteri che governano il mondo: le banche, le case farmaceutiche, le case automobilistiche, le società petrolifere e la grande finanza. Poteri che attraverso il Grande Fratello internettiano regolano le nostre vite. Ecco: l’unicità, la personalità e la non omologazione del gatto, in questo appiattimento generale, esercitano su di noi una grande attrazione. L’errore che non dobbiamo fare è di cercare di “possederlo” e piegarlo alle nostre regole. Dobbiamo invece capirlo e rispettarne la felinità, cioè la sua natura più essenziale.

 

Da tempo insisti molto sull’importanza di creare con cani e gatti un buon rapporto. È una missione, per te.
Abbiamo appurato che una delle cause principali dell’abbandono è l’incapacità di gestire il proprio cane e il proprio gatto. Manca una vera cultura cinofila, ma anche gattofila, che ci permetta di capire veramente i nostri quattrozampe. Ed è proprio l’incomprensione che può determinare comportamenti negativi, fino al rifiuto, se non all’abbandono. Sia dei cani che dei gatti.

 

Dobbiamo capirli e anche farci capire.
Per quanto riguarda i cani è essenziale, oltre che capirli, farci capire. Non inondarli, cioè, di informazioni contraddittorie, non ubriacarli di parole, essere coerenti e sintetici. Se vogliamo che ci capiscano (e obbediscano, ma non necessariamente per diventare dei soldatini pronti a eseguire gli ordini), dobbiamo metterli in grado di capirci. Per i gatti è diverso: siamo noi che fatichiamo a capire loro. Ma loro sanno capire molto bene noi, grazie a quel filo sottile che ci lega e al loro eccezionale intuito. Se non ci “obbediscono” come noi vorremmo, perciò, non è perché non ci capiscono. Ci capiscono, eccome, però non sono geneticamente programmati per obbedire. È come se gli mancasse... il cromosoma dell’obbedienza. Ma forse sta proprio qui il loro fascino: di essere una copia in formato ridotto di una tigre, capace di conservare quel lato di “selvaticità” che ci mantiene più connessi alla natura che ci circonda e ci accoglie.

 

Bella, questa immagine della natura che, oltre a circondarci, ci accoglie.
Sì, è la nostra grande casa, che dobbiamo tenere pulita, in ordine, rispettare e onorare.

 

Diana tu hai scritto: “Quando si parla di gatti vige il detto vietato vietare. Forse perché il gatto che abbia deciso di fare qualcosa lo fa, indipendentemente dal fatto che noi vogliamo o no.” È sempre così?

Nella maggior parte dei casi. Tu che hai un gatto (e tra l’altro un bel bricconcello), fai una prova. Con lui nei paraggi, apri un cassetto, della scrivania o di un armadio, dove lui possibilmente non ha mai avuto modo di ficcanasare. Vedrai che in un attimo si precipiterà per curiosare e possibilmente intrufolarcisi in cerca di qualche tesoro. Ma tu non vuoi... Prova a dirgli NO. Lui lo ignorerà, anche se userai un tono secco come useresti con un cane. Tutt’al più ti guarderà tra l’oltraggiato e lo stupito. Per lui NO non vuol dire NO come per noi, e per un cane. Per lui il nostro “no” vuol dire... “no in questo momento”, ma tra un secondo sarà un forse, e tra due... fai quel che vuoi”.  Infatti, dopo un massimo di due secondi, lui proverà di nuovo a zompare nel cassetto. Ma tu non ha cambiato idea: non vuoi che lui entri. E allora gli ripeterai “NO” e in più lo scosterai gentilmente ma fermamente con la mano. Ma senza chiudere il cassetto. A questo punto, lungi dall’averlo dissuaso, l’avrai incuriosito e gli avrai insinuato il dubbio, anzi la certezza, che in quel cassetto ci sia qualcosa di prezioso e imperdibile. Tempo altri due secondi, e sarà tornato per sferrare l’assalto alla fortezza. Ma tu non hai cambiato idea, e gli dirai di no, lo prenderai gentilmente in braccio e lo metterai fuori dalla stanza, ma senza chiudere la porta. A questo punto hai ingaggiato un braccio di ferro con il tuo gatto, uno dei più lunghi ed estenuanti che tu possa affrontare. E indovina un po’ chi vincerà? Se non chiuderai la porta e il cassetto, lui non si darà per vinto. E comunque sta’ certa che, anche se per quel giorno non riuscirà, ci riproverà alla prima occasione: ormai lui sa che là dentro, in quel cassetto, c’è qualcosa a cui non può assolutamente rinunciare.

 

Hai centrato in pieno il problema!
Ricordiamoci sempre, però, che il gatto non vuol farci dispetto, ma è in un certo senso prigioniero di un processo mentale, che potremmo definire “libertà di pensiero”, che non gli fa capire, nonostante la reiterazione del nostro divieto, che quella determinata cosa non si fa.

 

Chiacchierata interessante e appassionante come sempre, Diana. Peccato che per questioni di spazio non possiamo pubblicare anche tutte le altre opinioni che ci scambiamo sui nostri animali durante questi incontri. Un’ultima domanda sui gatti. Qual è il problema principale che può rendere difficile se non impossibile la convivenza con loro?
Sai che cosa penso? Che il vero problema dei gatti siamo noi umani che... invidiando la loro libertà mentale, vorremmo farne degli animali arrendevoli e obbedienti. Ma non sarebbero più gatti!

 

Diana, facciamo insieme un appello ai tuoi lettori e sostenitori, o anche questa volta vuoi che sia io a farlo?
Pensaci tu: sei sempre più brava di me!

 

Ok: comprate e regalate questo libro delizioso. Volete due motivi? È bellissimo e aiuta il Fondo Amici di Paco. Se ne comprate dieci copie a testa e le regalate, darete un grande segnale di incoraggiamento a Diana, che si merita tutto il vostro appoggio per questi 20 anni di impegno incessante a favore degli animali.

 

Paola Cerini  (intervista pubblicata su “Amici di Paco” n°68 - L'intervista integrale è pubblicata nel libro e sul sito www.dianalanciotti.it)

Redazione
Fonte: Amici di Paco

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