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Sant'Antonio Abate, Benedette carrozze!

Ancora una volta Ivrea ha dimostrato tutto l´entusiasmo dei suoi "cavallanti"

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Photo credits. Giovanni Vitale

Ancora una volta Ivrea ha dimostrato tutto l’entusiasmo dei suoi “cavallanti” (si badi in loco il termine lungi dall’esser sminuente connota l’antica sapienza del condurre) i quali, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate hanno fatto affluire dinanzi la chiesa di San Lorenzo ben 49 carrozze ed una ventina di cavalli montati quasi scorta d’onore per la tradizionale benedizione degli animali.


Domenica 17 gennaio, giornata luminosissima complice il freddo vento del nord, “ Eporedia” ha dunque offerto al numeroso pubblico uno spettacolo sempre coinvolgente, anche se è pur vero che qui ogni evento è buon pretesto per “attaccare” i nobili corsieri e mostrare con malcelato orgoglio i propri finimenti al meglio, magari antichi.


Gran folla in Corso Vercelli nell’area accortamente transennata dove il via-vai di antichi legni ha fatto rivivere ancora una volta il “traffico” del tempo che fu. Ecco far ingresso dal Lungo Dora un break trainato da una pariglia di gerderlander da bel colore isabella, un tiro singolo condotto da una gentil signora, un coupè che pare portato dalla mantella svolazzante del cocchiere con attacco di due imponenti frisoni, uno char à banc con un tiro a otto e altro con tiro a sei all’unisono, una milord su lamoni e poi altri due landau bateau condotti dai due più anziani gentleman della città.


In lontananza nel via un tempo francigena, si scorgono possenti destrieri affrettarsi ad andatura sostenuta, le criniere portate al vento come superbi alabardieri; ultimo un pony col suo minuto sulky sgambettare ansioso verso la meta.


Nell’attesa della sacra cerimonia, su panieri di vimini anch’essi della tradizione canavesana, vengono offerti a tutti dolcetti e paste di meliga e, come al solito, vin brulè a volontà soprattutto agli infreddoliti cocchieri. Anche quest’anno a solennizzare l’evento è stata la presenza officiante di Monsignor Edoardo Cerrato, vescovo d’Ivrea.


Alle ore 11 in punto, in processione le carrozze sfilano dinanzi il sagrato della chiesa di San Lorenzo ed i cavalli, quasi consapevoli di esser essi oggetto del gesto benedicente
dell’aspersione, al passo, composti, paiono intimiditi.


E, poi, tutti sulla via del ritorno. Per le strade cittadine si ode sempre più affievolito il rumore degli zoccoli e delle tintinnanti benauguranti sonagliere. A seguire il pranzo conviviale in onore dei Priori in carica e, per acclamazione, dei Vice Priori. Sotto la sapiente regia del dott. Aldo Bessero, speaker di rango, menzioni, consegna di doni e richiamo ai futuri appuntamenti e, poi, applausi,applausi, tantissimi applausi.


Il carnevale è alle porte ed i cavallanti fino a tarda sera proseguono i festeggiamenti a cena, degustando piatti della tradizione canavesana e, manco a dirlo, per mettere a punto ogni più opportuna strategia per ben apparire nella coloratissima, ma solo apparentemente cruenta, battaglia delle arance.

Redazione
Fonte: Notiziario G.I.A. - Renato Bruzzone

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