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Fonte:www.poloclub.com
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ENDURANCE
Ancora una specialità di origini militari.
Spesso singoli cavalieri, staffette, interi reparti in sella erano
infatti costretti a spostarsi rapidamente da un luogo all’altro
di un territorio anche vasto, e sovente nel minor tempo possibile.
Oggi la gara di fondo (o endurance) è una prova di velocità su distanze
varianti tra i 60 e i 160 chilometri da ‘coprire’ in un solo giorno.
Vi sono prove anche su distanze minori, per cavalli o binomi esordienti,
ma vengono definite di regolarità, di avviamento. Naturalmente portare
a termine nel minor tempo possibile una prova sui 160 chilometri
non è cosa facile. Occorrono forza, volontà, addestramento meticoloso,
tecnica di gara da parte di entrambi i componenti del binomio. Essendo
una prova fisicamente assai stressante, anche in questo caso viene
giustamente curata per prima cosa la buona salute del cavallo.
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Lungo il percorso infatti sono distribuiti numerosi ‘cancelli’ veterinari,
dove il cavallo viene ogni volta fermato e visitato con attenzione.
Inoltre il cavaliere può disporre a suo piacimento di numerosi punti
di assistenza, dove il cavallo viene ancora controllato, abbeverato
e soprattutto bagnato con acqua (il rischio maggiore è infatti quello
della disidratazione).
Il cavallo viene controllato dai veterinari anche dopo aver tagliato
il traguardo, e se non in perfette condizioni, può ancora venire eliminato
dalla classifica generale.
Non è detto dunque che il vincitore sia sempre chi è arrivato al traguardo
nel miglior tempo possibile.
I primi cinque cavalli della classifica vengono poi riesaminati dai
veterinari e alla fine viene premiato il cavallo che abbia mostrato
la ‘best condition’, ovvero la migliore condizione.
Il soggetto considerato più adatto per questa specialità è sicuramente
il soggetto arabo, stando anche alle classifiche dei maggiori eventi
mondiali che lo hanno visto sempre in testa. |