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LUOGO DI ORIGINE:
Praterie, Savane e aree montuose dell'Africa Orientale, Centrale e Meridionale.


ATTITUDINI:
Animale allo Stato Brado
ALTEZZA:
L'altezza all spalla varia da 1,2 a 1,5 m.


POPOLAZIONE:
Attualmente i branchi di zebre sono considerevolmente ridotti a causa dell'intensa attività venatoria a cui sono sottoposti. Sono stati effetuati tentativi infruttuosi di addomesticamento e di incrocci con cavalli.
MANTELLO:
Biancastro o bruno fulvo con striature nere o marrone scuro
CARATTERISTICHE:
Ungulato Africano con aspetto intermedio fra quello del cavallo e quello dell'asino, il suo mantello è chiaro con strisce nere.
La testa è breve, con padiglioni auricolari ben proporzionati; il muso arrotondato termina con labbra piccole. L'occhio è assai vivace e sul collo si erge una breve criniera; la coda, non lunga, è adorna alla sua estremità di un piccolo ciuffo di peli setolati.
STANDARD DI RAZZA:
La testa è armoniosa e proporzionata, con un muso ben fatto e orecchie lunghe e appuntite, il petto è ampio e profondo e l'azione relativamente bassa è data dalle fortissime spalle inclinate, con garresi arrotondati. Il corpo è muscoloso, piuttosto profondo e ampio, anche se di solito non è compatto e la schiena è in genere abbastanza lunga. I piedi sono validi, in grado di sostenere andature variate, le zampe posteriori sono ben spaziate ma i pastorali e i nodelli devono essere perfetti perchè sia mantenuta l'azione tipica del cavallo.
DATI STORICI:

Nell'Africa meridionale ed orientale vive un singolarissimo animale che ha la forma del cavallo ed il mantello variegato della tigre per cui fu detto anche Cavallo-tigrino o semplicemente Ippotigre. E' la zebra (Equus zebra), che per le sue dimensioni è piuttosto simile all'asino, dal quale si distingue per il pelo corto, di color fulvo chiaro o giallastro completamente rigato da fasce nere trasversali in numero di quattordici per parte. Solamente il ventre e la superficie interna delle cosce sono privi di fasce le quali ricompaiono come anelli che circondano tutti gli arti sino agli zoccoli.III secolo, ma ancora oggi la razza non presenta caratteri definiti e costanti. Esprime una caratteristica andatura detta "Fox Trott" (Trotto della Volpe) o "Broken Gait" (Passo Interrotto).

Le zebre sono indomite e selvagge: amano correre per gli altipiani in completa libertà nitrendo gioiosamente. Si riuniscono in gruppi di circa trenta individui e pascolano sulle ambe o nelle boscaglie. Le zebre possono essere catturate al laccio e poi addomesticate come i cavalli bradi.

Nel 1912 il suo nome, ma soprattutto questo suo passo particolarissimo ispirò il "Fox Trott", ballo che divenne popolarissimo in tutto il mondo e che si manifesta con "movimento" al galoppo con gli arti anteriori, e al trotto (o al passo) con quelli posteriori, accompagnando ogni passo con ritmici movimenti del capo.
Le zebre, indomite e selvagge, amano gli altipiani ove corrono nitrendo gioiosamente. Riunite in gruppi da 10 a 30 individui, pascolano liberamente sulle ambe o nelle boscaglie. Sanno difendersi dai leoni, dai leopardi, loro formidabili nemici, e dalle iene. Mentre pascolano, qualche individuo del gruppo sta di sentinella sulle alture più prossime.Appena sorge la minaccia d'un pericolo, il segnale è dato. Le zebre fuggono, galoppano lontano velocissime, scuotendo imbizzarrite le teste striate ed emettono, col muso rivolto verso l'alto, acuti nitriti.

Dopo l'addestramento, è possibile attaccare le zebre ai carretti per il traino. Appena avvertono un pericolo, le zebre fuggono galoppando velocissime o si appiattano tra i cespugli. Qualche volta però vengono aggredite da leoni o leopardi dai quali sanno difendersi molto bene.

Talvolta si appiattano e si mimetizzano tra i cespugli in modo che la loro pelle striata sembri, tra i rami, un giuoco dei raggi solari.
Esse, dotate di organi delicatissimi, odono da lontano l'approssimarsi d'un nemico, mentre con le larghe e mobili narici raccolgono ogni impercettibile odore. Di notte, esse si accostano volentieri agli accampamenti, attratte dai muletti che vi riposano, ma sono sempre all'erta, anche quando si recano lungo i fiumi equatoriali per l'abbeverata serale in branchi numerosi.
La loro vita, in genere, è placida e gioconda, fatta di corse sfrenate, di sollazzi tra l'erbe, di ricchi pascoli, di fughe precipitose anche su pendii scoscesi o su cime insicure e difficili, sempre con incredibile sicurezza. Le zebre possono essere catturate al laccio, addomesticate come i cavalli per essere vendute agli zoo od ai circhi equestri. Esse vengono anche addestrate al tiro di carrozze o a graziosi esercizi nelle arene dei circhi equestri. Però conservano, anche in cattività, la loro indole caparbia e capricciosa e tendono sempre a difendersi a calci ed a morsi.
Si distinguono varie specie di zebre selvatiche, secondo il mantello, come la Zebra di Grevy, detta anche Zebra imperiale, la più grande di tutte, alta 1,50, facilmente riconoscibile dalle strisce più strette e numerose (sono 17 per parte); la Zebra del Burchell, che ha più l'aspetto del cavallo, la Zebra del Damara.
Nell'Etiopia meridionale, specialmente in Somalia, si trova la razza "faurei"; un'altra specie, detta "granti", s'incontra nei territori del Lago Rodolfo e del Lago Stefania.

Un tipo affine alla zebra è il Quagga (Equus quagga) che vive in branchi di non molti individui sugli altipiani della Colonia del Capo. Reca strisce trasversali soltanto nella parte anteriore del corpo che è ben conformato, ha la testa elegante con piccoli padiglioni auricolari per i quali assomiglia maggiormente al cavallo domestico. Il collo robusto è adorno di una criniera breve e dritta, mentre tutto il resto del collo è rivestito di pelo breve, aderente, di colore sempre più scuro verso il capo per le fasce trasversali che diventano più larghe e vicine. La ragione posteriore senza zone è di color giallo uniforme, il ventre bianco e gli arti robusti sono pure senza fasce. La coda, più corta di quella della Zebra, è ricoperta di setole fino dalla radice come quella del cavallo.

Spesso, dopo essere state catturate, esse vengono vendute ai circhi equestri dove sono ammaestrate a compiere graziosi esercizi.
Testi e disegni tratti da:
Enciclopedia VITA MERAVIGLIOSA
Edizioni M. Confalonieri