Un presidio attivo, una rete nazionale del turismo equestre per valorizzare il nostro patrimonio equino in un contesto d’eccellenza come quello pisano

Al via dal 30 aprile al 3 maggio 2026 il 24° Raduno Nazionale di Natura a Cavallo che quest’anno avrà come sfondo Pisa e il suo splendido litorale.
Tre giorni in sella per 150 tra cavalieri e amazzoni e 50 accompagnatori per sottolineare una volta di più il tema seguito dal programma annuale 2026 dell’associazione: le razze equine autoctone italiane, patrimonio culturale, storico e zootecnico di tutti noi.
Una ricchezza di cui dobbiamo andare orgogliosi, lo specchio ippologico della biodiversità che caratterizza in ogni ambito il nostro Paese.
Un viaggio tra territori, cavalli e identità: da sempre Natura a Cavallo promuove un’idea di turismo equestre che va oltre la semplice esperienza sportiva.
E anche quest’anno sarà un modo per valorizzare ambiente, cultura, tradizioni e produzioni locali: e la provincia di Pisa, già toccata dai binomi di Natura a Cavallo durante il Viaggio del Giubileo dello scorso anno, è ricchissima di cultura equestre avendo qui forti radici la tradizione della monta da lavoro come quella dell’ippica.
Questo approccio si rafforza attraverso un progetto condiviso che mette al centro il legame tra cavalli e territori: ogni razza equina racconta infatti una storia, legata alle caratteristiche ambientali e alle attività umane che ne hanno guidato la selezione nel corso dei secoli. Tutto con la collaborazione con le principali associazioni allevatoriali italiane, e l’obiettivo di promuovere e dare visibilità alle diverse razze equine e ai territori di origine.
Lungo sentieri, tratturi e paesaggi italiani infatti i cavalieri riscoprono non solo luoghi, ma identità profonde, contribuendo allo stesso tempo alla valorizzazione delle aree rurali e alla tutela del territorio.
Il 24° Raduno nazionale di Natura a cavallo rappresenta anche un momento di riflessione sul ruolo del cavallo e degli allevatori nella salvaguardia del territorio.

Le razze equine italiane, spesso allevate in contesti marginali o complessi, costituiscono infatti un presidio fondamentale contro l’abbandono delle aree interne, contribuendo alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla riduzione del rischio incendi.
In questo senso, il turismo equestre si conferma non solo attività ricreativa, ma strumento concreto di sviluppo sostenibile e connessione tra comunità, ambiente e tradizione.
Rafforzare il dialogo tra cavalieri, allevatori e realtà locali può creare nuove opportunità di conoscenza e sviluppo per il settore.
La scelta di Pisa e del Parco di San Rossore non è casuale: un territorio simbolico in cui natura, storia e tradizione equestre si intrecciano in modo unico.
Capace di promuovere un turismo equestre consapevole, in grado di generare valore culturale, ambientale e sociale.
Un cammino che, nel 2026, trova nelle razze equine italiane un simbolo potente: quello di un patrimonio da conoscere, vivere e proteggere. E che diventerà anche un racconto molto speciale nella giornata di domenica, 3 maggio 2026 alle ore 11.00 al Country Club Boccadarno di Marina di Pisa.
























































